l’immagine rappresenta una ragazza che fa un palloncino con una gomma da masticare

Perché le gomme da masticare fanno male: quello che nessuno ti dice

Masticare è un gesto che rilassa, distrae, concentra. E da sempre l’essere umano ha cercato sostanze da masticare per lunghi periodi. Le prime forme di gomme da masticare non avevano nulla a che fare con l’industria moderna, ed erano spesso ricavate da resine naturali.

Ma perché le gomme da masticare fanno male?

Popolazioni antiche come i Maya e i Greci masticavano la resina dell’albero Chicozapote o la mastice dell’albero Pistacia lentiscus. Si trattava di materiali naturali, usati per rinfrescare l’alito o per motivi rituali. Nessun conservante, nessun dolcificante artificiale, nessun rischio documentato.

Con l’avvento dell’era industriale, la gomma da masticare si è trasformata radicalmente. Oggi, nonostante le apparenze, è ben lontana dall’essere un prodotto naturale. Il punto critico è proprio qui: ciò che una volta era un gesto naturale, ora è supportato da una base chimica complessa e tutt’altro che innocua.

Il passaggio dalla natura alla chimica ha reso questo prodotto più resistente, più gradevole, più economico. Ma anche molto meno salutare, come approfondiremo nei paragrafi successivi.

Chi ha inventato le gomme da masticare: un po’ di storia

l’immagine rappresenta una ragazza che fa un palloncino con una gomma da masticare

L’invenzione della gomma da masticare moderna risale alla seconda metà dell’Ottocento. Thomas Adams, un fotografo statunitense, sperimentò per primo l’uso del chicle — una resina naturale messicana — per produrre gomme da masticare commerciali. Adams è considerato il padre della chewing gum moderna, ma fu William Wrigley Jr. a trasformarla in un fenomeno globale, lanciando nel 1893 le iconiche Wrigley’s Spearmint e Juicy Fruit.

Nel tempo, il chicle naturale venne progressivamente sostituito da basi sintetiche a base di polimeri plastici, più economici e facili da lavorare. Questo cambiamento, avvenuto intorno agli anni ’60, è stato uno spartiacque tra una gomma “artigianale” e un prodotto industriale di massa.

Oggi la maggior parte delle gomme in commercio è composta da elastomeri sintetici, tra cui polietilene e acetato di polivinile, due sostanze utilizzate anche nella produzione della plastica. Un dettaglio non trascurabile, soprattutto quando si parla di salute e sicurezza a lungo termine.

Cosa contengono davvero le gomme da masticare moderne

Molti consumatori ignorano completamente la lista di ingredienti delle gomme da masticare. Il packaging è spesso ambiguo e non sempre trasparente. Ma è proprio lì che si nasconde il cuore del problema.

La base gommasa è composta da una miscela di polimeri sintetici. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha approvato l’uso di alcune di queste sostanze nei prodotti alimentari, ma la discussione scientifica sulla loro sicurezza a lungo termine è ancora aperta.

Accanto alla base, troviamo dolcificanti artificiali come l’aspartame, il sorbitolo e l’acesulfame K. Secondo un’analisi dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health, l’aspartame è oggetto di crescente attenzione per i suoi possibili effetti neurocomportamentali.

Nel 2023, la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato l’aspartame come “possibile cancerogeno per l’uomo”, sebbene le dosi utilizzate nei prodotti siano considerate “sicure” entro certi limiti. Il problema sorge quando il consumo è frequente e costante, come avviene per molte persone.

Oltre a questi ingredienti troviamo coloranti artificiali, aromi sintetici e biossido di titanio (E171), una sostanza bandita in Francia per i sospetti effetti genotossici. Il biossido di titanio veniva utilizzato per rendere le gomme più bianche, ma oggi il suo impiego è sotto forte revisione.

Infine, la presenza di antiossidanti sintetici come il BHA (butilidrossianisolo) e il BHT (butilidrossitoluene) solleva ulteriori dubbi. Questi additivi, usati per preservare il prodotto, sono sospettati di avere effetti endocrini secondo studi pubblicati sul Journal of Toxicology.

Perché le gomme da masticare fanno male: i rischi per la salute

l’immagine rappresenta una ragazza che gioca con una gomma da masticare

La domanda centrale è questa: perché le gomme da masticare fanno male? La risposta non è semplice, ma è supportata da diversi studi scientifici che ne hanno evidenziato i potenziali effetti nocivi, specie in caso di consumo abituale.

Il primo ambito critico è quello gastrointestinale. Masticare stimola la produzione di succhi gastrici, anche in assenza di cibo. Questo può provocare gonfiore, acidità e irritazioni. Nei soggetti predisposti, può accentuare disturbi come la sindrome del colon irritabile.

Il sorbitolo, uno dei dolcificanti più usati, è noto per il suo effetto lassativo. Studi dell’American Journal of Gastroenterology hanno evidenziato che il consumo regolare di sorbitolo può portare a diarrea cronica e malassorbimento.

C’è poi la questione dentale. Anche se molte gomme sono vendute come “sugar-free”, la presenza di dolcificanti acidi può alterare il pH della saliva e favorire la demineralizzazione dello smalto dentale, come affermato dall’ADA (American Dental Association).

Un altro elemento preoccupante è la presenza di microplastiche. Alcuni studi recenti, tra cui una pubblicazione del 2022 su Environmental Science & Technology, hanno riscontrato rilascio di nanoparticelle di plastica durante la masticazione prolungata di gomme sintetiche.

Dal punto di vista neurologico, l’aspartame è stato associato ad alterazioni del comportamento in studi su animali, sebbene la validità sull’essere umano sia ancora oggetto di dibattito. Tuttavia, per chi è particolarmente sensibile ai dolcificanti, si possono osservare effetti collaterali come mal di testa, vertigini o sbalzi d’umore.

Un altro aspetto da considerare è l’effetto ambientale. Le gomme gettate a terra sono composte da materiali non biodegradabili. Restano sui marciapiedi per anni, contribuendo all’inquinamento urbano e ambientale, con un impatto non trascurabile sulla salute del pianeta.

Esistono alternative naturali o più sicure? Il parere degli esperti

Se rinunciare al piacere di masticare ti sembra impensabile, esistono alternative più sicure. Alcune aziende stanno tornando a usare basi naturali come il chicle o altre resine vegetali. Prodotti più artigianali e trasparenti nei loro ingredienti stanno facendo il loro ingresso anche nel mercato europeo. Queste gomme, spesso vendute in negozi biologici o di prodotti naturali, non contengono dolcificanti sintetici né plastica. Sono più costose, ma molto più vicine all’idea originaria di “gomma naturale”.

Alcuni esperti in medicina olistica consigliano di limitare il consumo di chewing gum a situazioni occasionali. Secondo il dottor Franco Berrino, noto oncologo ed esperto di alimentazione naturale, “la masticazione inutile stimola eccessivamente i succhi gastrici, creando uno squilibrio digestivo che può portare ad altri disturbi”.

L’approccio migliore resta sempre quello della consapevolezza. Sapere cosa si sta mettendo in bocca, quali sostanze contiene, quali effetti può avere, e scegliere in base alle proprie esigenze. Come sempre, è opportuno confrontarsi con il proprio medico o terapeuta, soprattutto se si segue una via naturale alla salute.

Masticare una gomma sembra un gesto banale. Ma capire perché le gomme da masticare fanno male ci permette di riconsiderare le nostre abitudini più semplici con maggiore consapevolezza. Lungi dall’essere un prodotto innocente, la chewing gum moderna è un concentrato di chimica, dolcificanti artificiali, plastiche e additivi.

La scienza ha già evidenziato numerosi rischi potenziali, soprattutto in caso di consumo frequente o continuato. Dall’intestino alla salute orale, passando per i disturbi metabolici e neurologici, i segnali sono chiari. Masticare con moderazione può essere accettabile, ma farlo ogni giorno senza riflettere è un gesto che merita di essere rivalutato.

La buona notizia è che esistono alternative più naturali, trasparenti e sostenibili. E soprattutto, esiste sempre la possibilità di scegliere, informarsi, cambiare abitudine. Come ogni cosa, anche la salute inizia dalla consapevolezza.