caffe decaffeinato

Caffè decaffeinato: benefici e quando sceglierlo

Il caffè decaffeinato rappresenta una valida alternativa al caffè classico, complice un contenuto inferiore (pressoché assente) di caffeina – la componente energizzante e stimolante del sistema nervoso – che lo rende indicato per diverse categorie di persone.

Oggi vediamo quando si rivela un’opzione ideale, e dunque quando sceglierlo, e i benefici più rilevanti. Entriamo più nei dettagli.

Caffè decaffeinato: cos’è

Quando si parla di caffè decaffeinato si fa riferimento a una particolare tipologia di questa bevanda. Si distingue per la “depurazione dalla caffeina”: tra le sostanze più note del caffè, classificata come neurostimolante.

Spesso consumato al posto del caffè tradizionale, il deca, come altresì noto, più che come semplice alternativa andrebbe visto in realtà in quanto soluzione a sé stante: le due tipologie non si escludono a vicenda, ma si prestano per consumi differenti.

Il caffè decaffeinato è totalmente privo di caffeina?

La questione se il caffè decaffeinato è al 100% privo di caffeina è una delle più rilevanti, complice un possibile equivoco legato alla denominazione.

Secondo quanto riportato da Humanitas, “una tazzina di decaffeinato contiene circa 2 mg di caffeina contro i 50-120 mg di caffè normale.” Un quantitativo decisamente più basso, ma che porta a riflettere sul fatto che eliminare completamente la caffeina dal caffè non è possibile. Si può contenere, non togliere totalmente.

Inoltre, un articolo apparso su Il Corriere della Sera, che riporta uno studio conseguito dall’Università della Florida, sostiene che “in 5/10 tazze di caffè decaffeinato si troverebbe lo stesso quantitativo di caffeina presente in una-due tazze di caffè.”

A conferma che caffè decaffeinato non vuol dire zero caffeina, ma certamente molto meno. La percentuale dipende poi dalla singola formulazione: motivo in più per prediligere miscele di qualità.

Non solo meno caffeina: i benefici del caffè decaffeinato

Bere caffè decaffeinato denota diversi benefici per l’organismo che vanno oltre la scarsa concentrazione di caffeina, pur essendo correlati a tale peculiarità distintiva. Ecco quelli di maggiore rilevanza:

  • – importante effetto antiossidante, complice l’alta concentrazione di flavonoidi, utili per proteggere dall’azione di radicali liberi;
  • – basso contenuto calorico, che rende il caffè decaffeinato idoneo per qualsiasi regime dietetico;
  • – azione digestiva, dovuta alla presenza della caffeina, che stimola tale funzione anche in quantità ridotte ed è efficace persino per il bruciore di stomaco;
  • – miglioramento del benessere del cervello, a fronte di un’azione protettiva dei neuroni efficace come forma preventiva da patologie tra cui Parkinson e Alzheimer, secondo alcuni studi.

Quando evitare il caffè decaffeinato

Il caffè decaffeinato va assunto in quantità moderate, senza eccessi: senza farsi ingannare dalla bassa concentrazione di caffeina.

Questo vale specialmente per i soggetti che soffrono di reflusso gastroesofageo, per i quali – e vale ancora di più per le miscele di caffè tradizionale – è raccomandato uno scarso uso di tale bevanda.

Alcuni medici ne sconsigliano totalmente l’assunzione, ma occorre valutare caso per caso: meglio confrontarsi con uno specialista di fiducia. Qualcosa che vale anche qualora intercorresse l’adozione di farmaci, onde evitare possibili interferenze o altre situazioni.

Caffè decaffeinato e gravidanza

Il caffè decaffeinato è indicato, in linea generale, da consumare in gravidanza, quando rappresenta una valida alternativa alla bevanda classica: diversi specialisti lo consigliano. È comunque consigliabile confrontarsi con il proprio medico perché ogni persona è diversa.